Materasso antidecubito: quando serve e quale scegliere

Quando serve un materasso antidecubito e come scegliere fra poliuretano, fibra e sistemi ad aria in base al livello di rischio della persona.

Il materasso antidecubito è il dispositivo che accompagna le persone allettate per la maggior parte delle ore della giornata, e per questo è anche quello su cui vale la pena ragionare con più calma. La domanda giusta non è “quale è il migliore”, ma “quale è adeguato al livello di rischio di questa persona”. In questa guida vediamo come si valuta quel rischio e come si traduce nella scelta del materiale.

Quando serve davvero un materasso antidecubito

Serve quando la persona passa a letto molte ore e non riesce a cambiare posizione da sola, o lo fa con difficoltà. Nel letto il carico si concentra sul sacro, sui talloni, sui trocanteri (le sporgenze laterali del femore) e sulle scapole: sono i punti dove l’osso è vicino alla pelle e dove i tessuti si comprimono per primi.

Non serve, invece, come semplice miglioramento del comfort per chi si muove normalmente nel letto: in quel caso un buon materasso tradizionale fa il suo lavoro e un dispositivo antidecubito non aggiunge nulla.

Come si valuta il livello di rischio

In ambito sanitario il rischio viene misurato con scale dedicate, come la scala di Braden, che il personale infermieristico compila osservando alcuni elementi: la mobilità della persona, la sua capacità di percepire fastidio e dolore, lo stato di nutrizione, l’umidità della pelle e la presenza di scivolamento.

Per orientarsi prima di acquistare, può essere utile ragionare su tre domande semplici:

  • la persona si gira da sola nel letto? Se sì, il rischio è più basso;
  • quante ore al giorno resta a letto? Un allettamento totale è una situazione diversa dal riposo notturno;
  • ci sono già arrossamenti che non scompaiono dopo qualche minuto? Se la risposta è sì, siamo oltre la prevenzione e la scelta va fatta con il personale sanitario.

I materiali disponibili

Poliuretano espanso

I materassi in schiuma a settori sagomati, spesso con struttura a tronchi di cono o a bolle, distribuiscono il carico su una superficie più ampia e permettono una certa circolazione dell’aria fra gli elementi. Non hanno parti meccaniche, non richiedono manutenzione e non fanno rumore: per molte famiglie è il punto di equilibrio migliore fra efficacia e semplicità.

Sono indicati per il rischio basso e medio. Puoi vederli nella sezione materassi in poliuretano espanso.

Fibra cava siliconata

I materassi e i sovramaterassi in fibra sono leggeri, traspiranti e lavabili. Offrono una superficie morbida e uniforme e sono la soluzione più pratica quando il rischio è basso e la priorità è il comfort, oppure quando serve una soluzione temporanea, per esempio nelle settimane di convalescenza dopo un intervento.

Trovi i modelli disponibili fra i materassi in fibra cava siliconata.

Sistemi ad aria

I materassi ad aria funzionano con un compressore che gonfia e sgonfia a rotazione gruppi di elementi: in questo modo i punti di appoggio cambiano continuamente e nessuna zona resta compressa a lungo. È il principio della pressione alternata, e rappresenta il livello di protezione più alto.

Sono la scelta per il rischio elevato e per le situazioni in cui una lesione è già presente. Richiedono però una gestione attenta: il compressore va regolato sul peso della persona, va tenuto acceso e va controllato periodicamente, e il materasso non deve essere coperto con traverse impermeabili spesse che annullano l’effetto. Li trovi nella sezione materassi ad aria.

Materasso o sovramaterasso?

Il sovramaterasso si appoggia sopra il materasso esistente e si installa in pochi minuti: è la soluzione più rapida ed economica, adatta quando il materasso di base è in buone condizioni e il rischio non è alto. Il materasso di sostituzione prende il posto di quello esistente e offre prestazioni superiori, perché l’intero spessore è progettato per lo scarico della pressione.

Un elemento pratico da considerare: se il letto è articolato o elettrico, il materasso deve essere compatibile con la movimentazione dello schienale e delle gambe.

I talloni sono il punto più dimenticato

Anche con un buon materasso, i talloni restano una zona critica, perché la superficie di appoggio è piccolissima e il tessuto sopra l’osso è sottile. Per questo si usano talloniere dedicate, che sollevano o proteggono la zona. Le trovi fra le talloniere e i collarini, insieme ai dispositivi per la protezione di gomiti e nuca.

Allo stesso modo, i cambi di posizione si gestiscono meglio con cuscini e cunei dedicati: la sezione posizionatori raccoglie i modelli in fibra e in microperle per il posizionamento laterale e il sostegno degli arti.

La fodera e la manutenzione

La fodera è parte del dispositivo, non un accessorio. Deve essere bielastica, per seguire il corpo senza creare tensioni, e deve proteggere l’imbottitura. Va lavata con regolarità e sostituita quando il rivestimento si rovina, perché una fodera screpolata trattiene umidità invece di gestirla. I coprimaterassi e le federe di ricambio si trovano nella sezione dedicata.

In sintesi

  • Rischio basso, persona che si gira da sola: sovramaterasso in fibra.
  • Rischio basso-medio, allettamento parziale: poliuretano espanso sagomato.
  • Rischio medio-alto, allettamento prolungato: materasso in poliuretano di sostituzione.
  • Rischio elevato o lesione già presente: sistema ad aria a pressione alternata, con controllo periodico del compressore.

Puoi confrontare i modelli nella sezione materassi antidecubito oppure vedere tutti gli ausili per il letto, comprese parasponde e accessori.

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico, dell’infermiere o del tecnico ortopedico. In presenza di arrossamenti persistenti o di lesioni già formate, la scelta del dispositivo va concordata con il personale sanitario che segue la persona.

Per aiuto nella scelta puoi scriverci a info@ausilimedici.it o chiamare il +39 352 232 0252.